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Le ricchezze dentro di noi

 

Buonasera a tutti voi,vi amo immensamente!!!

Le ricchezze dentro di noi

Ciascuno di noi possiede dei doni o dei carismi.A volte persino a sua insaputa.È importante saperlo riconoscere per non sciuparli…

Ciascuno di noi riceve dei doni fin dalla nascita.Doni intellettivi,di sensibilità,di capacità pratica che fanno parte della persona e la rendono diversa da ogni altra..

Questi doni sono buttati come un seme nella nostra identità,che tocca a noi far fiorire e fruttificare.E mentre il dono è del tutto gratuito,del suo sviluppo siamo  noi i responsabili.

Nel coacervo di doni ve ne sono di ogni tipo:alcuni appariscenti,che quando sviluppati appaiono evidenti agli occhi di tutti come il talento dell’arte o l’intuizione scientifica;altri,che si presentano modesti,fioriscono in un’area più piccola,non hanno risonanza pubblica,ma sono di qualità​ anch’essi,come il dono del sorriso,del saper mettere a proprio agio,del comprendere e consolare,del gestire bene le piccole cose e rendere accogliente la vita a chi ci circonda..

I secondi sono doni in sottotono.Chi li possiede potrebbe non rendersene neppure conto e perciò pensare di essere persona di poco valore,di aver subìto un’ingiustizia all’atto della nascita.

Questa sensazione può nascere da un errore di valutazione,anzi da una confusione fra doni e ruoli.

Noi diamo soprattutto importanza al ruolo, cioè alla parte che uno finisce col rappresentare sulla scena umana,al successo e al potere.

Ebbene,quel pizzico di sapienza divina di cui ciascuno è dotato e che costituisce il suo patrimonio di carismi e doni è più importante del ruolo..

Quando ci presenteremo a Lui,ci chiederà il rendiconto non sul ruolo,ma di come abbiamo usato i doni per svolgere il ruolo.Piccolo o grande che sia.

Quando una persona, qualsiasi sia il ruolo,ha potenziato e messo in atto ciò che è stato seminato in lei,senza disperdersi all’inseguimento i carismi riservati ad altri, potrà già dirsi realizzata.

Ma perché ciò avvenga,dobbiamo anzitutto essere certi che ciascuno,anche in modo che può apparire misterioso,ha ricevuto il suo patrimonio.

Il passo successivo è avere la percezione che i doni ricevuti non sono per noi stessi,ma per gli altri.Bisogna ‘giocarli’,diversamente siamo come un’ attore che,entrato in scena(la scena della vita),se ne sta in disparte per paura di esporsi.

Esistono vari tipi di egoismo.L’egoismo non riguarda soltanto il possesso delle cose,ma anche quello delle idee.Chi per esempio avesse ricevuto in dono le infinite potenzialità della natura,e non vi si applicasse,priverebbe l’umanità di un possibile progresso.Lo stesso dicasi di un artista,uno scrittore..

Se nel passato certi uomini e donne geniali non si fossero impegnati nel campo della medicina e delle scienze,la nostra vita sarebbe mediamente molto più breve.Qualcuno obietterà che lo fecero per il successo è il denaro…forse,ma certo non tutti:la storia insegna come molti benefattori dell’umanità siano morti negletti e poveri.

Certo,i carismi clamorosi sono riservati a pochi,ma anche noi,persone normali,dovremmo considerare senza falsa umiltà i doni che abbiamo ricevuto e verificare se li abbiamo investiti bene.

Accennavamo prima al dono del sorriso(che possiamo anche conquistare).Pensate al bene che può fare un sorriso in certe circostanze:il sorriso dell’infermiere al malato, dell’impiegato allo sportello pubblico,del nostro congiunto quando sta per scoppiare una bufera familiare.

È qualcosa di cui disponiamo,un dono,che vale solo se rivolto agli altri.

Cogliere i messaggi

Dietro certi fatti,volti,spettacoli,si cela una seconda realtà.È vitale per la nostra crescita interiore saper cogliere il messaggio.

Immaginate una persona che cammina su un sentiero di montagna.Se ne va a testa bassa, gli occhi puntati a terra.Procedendo così, quell’escursionista rischia di perdere delle buone occasioni.È pur vero che è necessario guardare in terra per non inciampare nei sassi,e tuttavia nel sottobosco che costeggia il sentiero,sulle cime degli alberi,negli squarci di paesaggio che si aprono a una curva possono celarsi visioni di bellezza,particolari suggestivi che inevitabilmente sfuggono.

È una similitudine,per indicare come nel nostro procedere quotidiano  a volte camminiamo con un pragmatismo, un’attenzione alle cose pratiche,che ci impediscono di scorgere certi segnali.

Gli incontri,le letture,la TV, l’osservazione del comportamento degli altri,i piccoli contrattempi e incidenti i ritardi,le conversazioni,la natura stessa,possono avere una doppia lettura:quella che appare scopertamente e quella nascosta.

La seconda molto spesso contiene un messaggio.Ma per coglierlo bisogna essere attenti,’guardare’ in profondità e al tempo stesso lasciarsi sedurre da ciò che potrebbe apparire di poco conto,ma che contiene una piccola,grande lezione;uno spunto per la nostra vita,per renderla interiormente più ricca o psicologicamente più serena.

Non importa se il messaggio ci è stato offerto con povertà di immagine,con parole banali:conta il seme buttato.

Un esempio.Accade un contrattempo:tutto va in senso opposto alla nostra aspettativa.La prima reazione è senz’altro di disappunto,di delusione.Eppure,se abbiamo la pazienza di sostare un attimo,di sospendere il giudizio negativo sul fatto,potremmo scorgere nella vicenda un raggio di positività.Dice un antico adagio:”Non tutti i mali vengono per nuocere”.Quanta verità in questo proverbio e quanta impazienza in noi!

Non si tratta soltanto di pensare in modo positivo;bisogna andare oltre,scavare,portare alla luce il messaggio.Magari non serve in quella precisa circostanza,ma in una prossima.La sapienza del cuore,quella capacità meravigliosa,quasi soprannaturale,di vedere oltre le apparenze si forma anche così,approfondendo la qualità dei fatti.

Anche nei contatti con le persone che appaiono a prima vista indisponenti o ci sono ostili è possibile la doppia lettura,che ci permette di cogliere il messaggio.Nei loro discorsi,che ci opprimono,o annoiano,o offendono, può celarsi una lezione.Possono diventare un’occasione per esercitare la pazienza,la tolleranza,il perdono.

La natura poi ci offre messaggi sulla grandezza del Creatore,ma anche sulla nostra fragilità.

Persino uno spettacolo negativo può contenere un messaggio,proprio per la sua capacità di scatenare una reazione di segno opposto..

Noi siamo circondati da messaggi,viviamo immersi in essi:tutta la comunicazione,individuale e collettiva, è fatta di messaggi.Magari ci raggiungono e ci inzuppano senza che ce ne rendiamo conto.

Cogliere il messaggio giusto,soprattutto quello nascosto, è un frutto del discernimento,ma anche dell’umiltà.Chiunque e qualsiasi cosa possono diventare i nostri maestri,se siamo nella condizione di allievi.Cioè disposti a imparare…”(Rosetta Albanese)

 

Un abbraccio di luce

 

 

 

 


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